Studio Professionale operativo dal 2006

Titolare dott. Pietro Fulciniti

Consulente aziendale - Esperto e responsabile di progetti aziendali (legge 14 gennaio 2013, n. 4)

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Professionisti esterni che collaborano con lo Studio:

- Avvocati (amministrativisti, civilisti, giuslavoristi, societaristi, tributaristi).

- Dottori commercialisti e Revisori contabili.

- Consulenti del lavoro

 

  IPOTESI DI RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO NELE PMI

Un tema ricorrente nei colloqui a distanza con gli imprenditori è stato e continua ad essere quello della riduzione del costo del lavoro nelle imprese italiane. Nei piani del nuovo Governo è previsto il taglio del cuneo fiscale, una manovra volta a far crescere la retribuzione netta dei lavoratori in generale con forte impatto sul rilancio dei consumi e consequenziale incremento del p. i. l. Su un altro versante, riguardante invece l’incidenza sui costi del personale manageriale nelle piccole e medie imprese, desideriamo avanzare una proposta concreta. Intanto una necessaria premessa: è considerata «piccola impresa» se ha da 10 a 50 dipendenti e un fatturato fino al a 10 milioni di euro; la «media impresa» è quella che ha da 50 a 250 dipendenti e un fatturato fino a 50 milioni di euro. Al disotto di detti parametri l’impresa è classificata come «micro» quando impiega sino a 10 dipendenti e un bilancio inferiore a 2 milioni di euro.

Affrontiamo due questioni importati. La prima: quanto sia rilevante la presenza di un manager in azienda in grado di coadiuvare l’imprenditore nella direzione e gestione di essa; la seconda (legata alla prima nel caso si avvertisse la necessità della sua presenza): quanto incide la retribuzione del manager nel bilancio aziendale.

L’utilità di assumere un manager (o dirigente), è strettamente connessa alla dimensione dell’azienda: l’artigiano e il commerciante possono assolutamente farne a meno. Nelle altre imprese la presenza del manager è utile nella misura in cui l’imprenditore sia determinato ad attuare una pianificazione indirizzata sia alla crescita sia al risanamento aziendale. Nel primo caso, dovendo l’impresa competere con altre realtà imprenditoriali, tanto nel mercato interno quanto in quello internazionale, lo sviluppo di essa consiste essenzialmente nella ristrutturazione e miglioramento dei processi produttivi, principalmente sotto il profilo della riduzione dei costi; nel secondo caso il risanamento si qualifica come necessitato, sicché non intervenire con tempestività e competenza nell’ottimizzazioni delle risorse (finanziarie, tecniche ed umane), può condurre al fallimento dell’impresa.

Le Piccole e Medie Imprese in Italia sono circa 148.500, di queste circa 123.500 sono piccole e circa 25.000 sono medie. A fronte dei suddetti numeri, i dirigenti che operano nel nostro Paese, sono circa 113.000. Ne discende che non tutte le PMI – se lo volessero - potrebbero impiegare un dirigente a causa della scarsezza dei numeri. Il punto però non è questo; alcune aziende pur disponibili ad assumere personale manageriale, non possono permetterselo a motivo dei costi elevati non sopportabili dal budget disponibile.

Veniamo ai costi. Il C. C. N. L., siglato 31 luglio 2019, prevede un trattamento minimo complessivo di garanzia per il 2020 di 69.000 euro, per il 2022 di 72.000 euro e per il 2013 di 75.000 euro. Oneri contributivi a carico dell’azienda ammontano al 30,96 % (comprensivi del 4% quale quota del T. F. R.). Assistenza sanitaria integrativa sempre a carico dell’azienda 1.872 euro annui. Per un costo totale riferito al 2010 di 92.234 euro, corrispondente a una retribuzione mensile lorda di 7.095 euro. Al prefato costo fisso sono da sommare altri costi variabili e non puntualmente quantificabili, quali l’uso dell’autovettura aziendale, le spese di trasferta (vitto e alloggio),  il godimento di una stanza presso l’azienda dotata di servizi vari.

L’opzione è (o può essere) la seguente: avvalersi di collaborazione esterna e temporanea prestata a distanza da consulenti aziendali e project manager, seri sul piano umano e con comprovata esperienza su quello professionale.

Questo Studio è in grado di offrire tutto ciò. Qualche elemento ne chiarisce il contenuto delle prestazioni professionali. La durata del rapporto varia da sei a diciotto mesi, secondo le necessità aziendali, la durata della consulenza e/o di realizzazione del progetto per il quale il professionista è chiamato ad assumere la responsabilità. Le modalità riferite tanto alla consulenza quanto alla realizzazione del progetto sono pattuite con contratto sottoscritto dalle parti. In ogni caso, il professionista è a disposizione dell’imprenditore per contatti telefonici dal lunedì al sabato, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 17, alle ore 20,00. I pareri richiesti, in numeri illimitati, viene sempre data risposta scritta e motivata.

L’onorario da corrispondere al professionista varia essenzialmente in ragione della durata del rapporto: se la consulenza e/o la realizzazione del progetto hanno la durata di sei mesi il costo è di circa un decimo rispetto a quello previsto dal C. C. N. L. per i dirigenti d’azienda. In dettaglio, a fronte di una retribuzione mensile di circa 7.000 euro il costo del consulente d’azienda, che dovesse svolgere anche compiti di project manager, è il seguente:

-          onorario                                € 573,00 +

-          c. p. a. 4%                              €   22,00 +

-          i. v. a. 22%                            € 130,00 =

                                         ______________________

Totale parziale:                              € 725,00 –

Ritenuta d’acconto 20%              € 114,60 =

                                        ______________________

Totale da pagare:                         € 660,40

Qualora fosse richiesta la presenza fisica del professionista nella sede dell’azienda, l’imprenditore deve inoltre corrispondergli le spese di viaggio, vitto e alloggio in albergo.

Per contatti si prega di riempire il sottostante Form. Per appuntamenti presso lo Studio in Roma, scrivere a studio.dott.pietrofulciniti@gmail.com o telefonare al numero 06/86217471 (lunedì, mercoledì, venerdì dalle ore 16, 00 alle ore 18,00 oppure al numero 3403722482 da lunedì a venerdì dalle 16,00 alle 20,00.

 

 

 

IL DECALOGO CHE DA SEMPRE CARATTERIZZA L’INCONTRO FRA L’IMPRENDITORE E I PROFESSIONISTIA DI QUESTO STUDIO

1 – Questo Studio - avvalendosi di professionisti esperti nelle discipline aziendalistiche, contabili, giuridiche ed economiche, coordinati dal suo titolare – è in grado di soddisfare ogni richiesta di consulenza ed assistenza proveniente dalle aziende con sede in tutta Itala. Eroghiamo servizi professionali che offrano agli imprenditori sicurezza nel loro lavoro e soddisfazione per i risultati ottenuti dalle loro aziende. Copriamo aree strategiche per il raggiungimento di un preciso fine. In questi anni di attività lo Studio si è occupato, principalmente, di:

a) di finanziamenti riservati alle micro, piccole e medie aziende, con garanzia prestata da appositi organismi, finalizzati all’acquisto di beni e/ o servizi strumentali all’impresa, non esclusi i finanziamenti in leasing e a fondo perduto, questi ultimi previsti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale;

b) di delocalizzazione delle società di capitali;

c) d’internazionalizzazione dei prodotti e/ o servizi;

d) di pianificazione e realizzazione di progetti aziendali, compresa l'organizzazione o riorganizzazione degli uffici o settori  mediante informatizzazione dei vari servizi;

e) di risanamento e sviluppo dei processi produttivi delle PMI.

2 – Su piano pratico, il primo incontro dell’imprenditore con il titolare dello Studio ha il seguente svolgimento: il professionista ascolta, con la dovuta attenzione, le problematiche aziendali espostegli. Ne esamina la documentazione eventualmente consegnatagli; poi, con linguaggio separato da ogni tecnicismo ma puntuale, esprime il proprio parere riguardo alle varie questioni oggetto dell’incontro stesso, che avviene – ove possibile - nella sede di Roma dello Studio. L’onorario da corrispondere al professionista, alla fine della seduta, è di euro 100,00 (più oneri di legge: c. p. a. – i. v. a.), per un totale di euro 126,88 meno ritenuta d’acconto del 20% sull’imponibile di euro 100,00, per un totale da pagare con assegno bancario di euro 106,88 alla fine dell’incontro. Nel caso di parere formulato a distanza,   nulla è dovuto al professionista.

3 – Nel corso di detto incontro – o del primo contatto a distanza - l’imprenditore esplicita l’incarico che intende conferire al professionista, nell’ambito – generalmente – delle suddette materie. Lo Studio predispone il relativo «contratto di mandato con rappresentanza» (artt. 1703 ss c. c.) ovvero di «prestazione d’opera intellettuale» (artt. 2229 ss. c. c.) e lo invia, per posta elettronica, all’imprenditore per la presumibile accettazione e la sottoscrizione. Le clausole che lo compongono riguardano, di regola: l’oggetto e i limiti del mandato o dell’opera intellettuale; gli obblighi dello Studio; la durata e l’esecuzione del mandato o del contratto d’opera intellettuale; le responsabilità delle parti contrattuali; il compenso (onorario) e le modalità di pagamento, nonché le eventuali spese autorizzate dall’imprenditore. Il contratto, comunque, produce effetti giuridici in capo alle parti solo dopo la sottoscrizione.

4 – Il contratto prevede, altresì, l’acquisizione di documenti necessari allo svolgimento del mandato con rappresentanza. Trattandosi di prestazione professionale finalizzata al risanamento aziendale, è previsto il «Check up» volto ad accertare lo stato di salute dell’azienda. Nell’ipotesi in cui l’imprenditore intenda accedere al credito di cui alla lettera a) del punto 1 è necessario predisporre anche il «Piano aziendale» (Business Plan) richiesto dai soggetti finanziatori e da quelli che rilasciano la garanzia prevista dalla normativa di riferimento..

5 – La pianificazionee la realizzazione di un progettoaziendale richiedono l’impegno personale del titolare dello Studio che ricopre, nell’ambito dell’azienda, la figura professionale del «Project manager». Il tipo d’intervento è riservato alle società di capitali (s. p. a. – s. a. p. a. – s. r. l. – Cooperative). Il rapporto è sempre di lavoro autonomo, a tempo determinato e senza oneri a carico dell’imprenditore diversi da quelli enunciati al punto 2.

6 – Il titolare dello Studio, accettando l’incarico di mandato con rappresentanza oppure di esecuzione d’opera intellettuale, si rende disponibile verso l’imprenditore anche nel caso fosse necessario programmare delle visite presso l’azienda avente sede nelle regioni Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria. La spesa a carico dell’imprenditore riguarda il viaggio e il vitto, senza altre indennità. Per le sedi in altre regioni (isole escluse), oltre alla suddetta spesa e all’alloggio in albergo, l’imprenditore deve farsi carico di retribuire il professionista in base alle ore trascorse in azienda.

7 – Alla predetta disponibilità si accompagna – in forza del Codice deontologico della categoria professionale cui il titolare dello Studio appartiene (legge n. 4 del 2013) - la massima trasparenza, la totale fiducia e lealtà che devono, ovviamente, essere reciproche. Per gli altri professionisti, di cui si avvale lo Studio, valgono le norme racchiuse nei rispettivi Codici deontologici.

8 – Lo Studio si obbliga di non fornire le medesime prestazioni professionali alle aziende concorrenti, pena la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni patiti dall’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico professionale. L’esclusiva della prestazione professionale vale nell’ambito della Regione in cui ha sede l’azienda parte dei contrato.

9 – Lo Studio può – dietro richiesta dell’imprenditore – rinunciare all’acconto sull’onorario. Può concedere dilazioni pagamento, dietro eventuale garanzia da stabilire di volta in volta.

10 – Consapevole del disaggio in cui versa l’imprenditoria italiana – diretta conseguenza della ben nota crisi dell’economia mondiale verificatasi nell’ultimo decennio - e la necessità di una sempre più vasta cooperazione fra più soggetti, questo Studio promuove gli investimenti mediante la ricerca di finanziamenti alle migliori condizioni e sempre compatibili con i programmi aziendali. Il primo contatto con lo Studio avviene riempiendo e spedendo il sottostante Molulo

 

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[1] -  Ricordiamo i due concetti fondamentali della produzione di beni o servizi: l’imput, che attiva, appunto, la produzione; l’autput  che indica il risultato dell’impresa, ossia i prodotti, e che ha un impatto sull’ambiente in cui l’impresa opera.

2 - Si dice «quota di mercato» quella che l’impresa conquista con i propri prodotti. Si calcola la fetta di mercato facendo il rapporto tra fatturato dell’impresa X e il fatturato totale di tutte le imprese concorrenti. Supponiamo che l’impresa X possegga una maggiore quota di mercato rispetto alle imprese concorrenti; in tal caso essa è in vantaggio competitivo e quindi viene indicata come impresa leader, o follower nel caso occupi il secondo posto nella quota di mercato. In pratica si possono avere una pluralità di leader , ciò avviene quando vengono calcolate tutte le quote di mercato, se ne fa una media e si considerano leader tutte quelle imprese che posseggono la quota superiore alla media.

 

 

[3] - Normann R., definisce la Business idea come«Un sistema di coerenze che consentono all’impresa di dominare una nicchia di mercato e di sviluppare azioni concrete», paragonandola, inoltre, a «….un pezzo di macchinario complesso e ben lubrificato, dove tutte le parti si inseriscono perfettamente  l’una  nell’altra apportando il loro contributo al tutto».

 

[4] -  Deriva dal greco όλος, («totalità»).

[5] - L’elencazione  degli obiettivi contiene la produttività e l’innovazione al servizio dei beni e servizi legittimi ed utili; la realizzazione di un surplus nell’ambito di rigorosi obiettivi di economicità; la sopravvivenza dell’impresa nel tempo; la valorizzazione e la crescita dei talenti delle persone; la progressione, in ambito aziendale, per meriti e non per altri fattori; il farsi carico, entro determinati limiti, dei problemi generali dello sviluppo della comunità.

[6] - Per un atteggiamento critico si rinvia al saggio del Cavalieri cit. in Bibliografia.

[7] - Reputava, l’economista scozzese, che il problema dell’etica non fosse una condizione esclusiva dell’impresa, ma che dovesse riguardare tutta la collettività, quindi anche gli «uomini business».

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