Studio Professionale operativo dal 2006

Titolare dott. Pietro Fulciniti

Consulente aziendale - Esperto e responsabile di progetti aziendali (legge 14 gennaio 2013, n. 4)

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Professionisti esterni che collaborano con lo Studio:

- Avvocati (amministrativisti, civilisti, giuslavoristi, societaristi, tributaristi).

- Dottori commercialisti e Revisori contabili.

- Consulenti del lavoro

 


IN PRIMO PIANO

In attesa che passi la nottata, diamo fiducia alle PMI

«'A nuttata», di eduardiana memoria, passerà - sì che passerà – ma in tale attesa le imprese italiane, soprattutto le micro, piccole e medie, necessitano di «ossigeno». A ciò ha già provveduto il Governo adottando misure economiche che serviranno a fronteggiare la crisi determinata dalla pandemia che ha colpito, con particolare aggressività, il nostro Paese. Mai, come adesso (escludendo l'immediato dopoguerra), tutti gli italiani sono chiamati a quell'unità d'intenti, cooperando ciascuno con le proprie forze e capacità, per  rendere meno pesante la condizione in cui tutti noi (chi più, chi meno) versiamo. Quanto precede non è pura retorica, ma il sincero bisogno di dare e ricevere aiuto.

Poteva, questo Studio, non sentirsi a fianco delle PMI nella lotta, che per una moltitudine di loro è di sopravvivenza? Siamo pronti a sentire le loro necessità, a dare loro risposte concrete, a prodigarci per operare gli opportuni interventi che il loro stato di salute richiede. Studieremo insieme quali e quante risorsse necessitano per continuare senza affanno la produzione di beni e servizi; attueremo le strategie necessarie per impedirne il deperimento che porti all'insolvenza ed alla crisi irreversibile; daremo – dopo le opportune cure drastiche - impulso alla ripresa, con la prospettiva di conquistare nuove fette di mercato.

La tecnologia di cui è dotato lo Studio e i collaboratori esterni di cui esso si avvale, consentono il dialogo a distanza con gli imprenditori e di prestare loro consulenza ed assistenza globale senza spostamenti che, allo stato attuale non sono, fra l'altro, consentiti.

 

  

IL DECALOGO CHE DA SEMPRE CARATTERIZZA L’INCONTRO FRA L’IMPRENDITORE E I PROFESSIONISTIA DI QUESTO STUDIO

1 – Questo Studio - avvalendosi di professionisti esperti nelle discipline aziendalistiche, contabili, giuridiche ed economiche, coordinati dal suo titolare – è in grado di soddisfare ogni richiesta di consulenza ed assistenza proveniente dalle aziende con sede in tutta Itala. Eroghiamo servizi professionali che offrano agli imprenditori sicurezza nel loro lavoro e soddisfazione per i risultati ottenuti dalle loro aziende. Copriamo aree strategiche per il raggiungimento di un preciso fine. In questi anni di attività lo Studio si è occupato, principalmente, di:

a) di finanziamenti riservati alle micro, piccole e medie aziende, con garanzia prestata da appositi organismi, finalizzati all’acquisto di beni e/ o servizi strumentali all’impresa, non esclusi i finanziamenti in leasing e a fondo perduto, questi ultimi previsti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale;

b) di delocalizzazione delle società di capitali;

c) d’internazionalizzazione dei prodotti e/ o servizi;

d) di pianificazione e realizzazione di progetti aziendali, compresa l'organizzazione o riorganizzazione degli uffici o settori  mediante informatizzazione dei vari servizi;

e) di risanamento e sviluppo dei processi produttivi delle PMI.

2 – Su piano pratico, il primo incontro dell’imprenditore con il titolare dello Studio ha il seguente svolgimento: il professionista ascolta, con la dovuta attenzione, le problematiche aziendali espostegli. Ne esamina la documentazione eventualmente consegnatagli; poi, con linguaggio separato da ogni tecnicismo ma puntuale, esprime il proprio parere riguardo alle varie questioni oggetto dell’incontro stesso, che avviene – ove possibile - nella sede di Roma dello Studio. L’onorario da corrispondere al professionista, alla fine della seduta, è di euro 100,00 (più c. p. a. 4%), per un totale di euro 104,00. Nel caso di parere formulato a distanza, nulla è dovuto al professionista.

3 – Nel corso di detto incontro – o del primo contatto a distanza - l’imprenditore esplicita l’incarico che intende conferire al professionista, nell’ambito – generalmente – delle suddette materie. Lo Studio predispone il relativo «contratto di mandato con rappresentanza» (artt. 1703 ss c. c.) ovvero di «prestazione d’opera intellettuale» (artt. 2229 ss. c. c.) e lo invia, per posta elettronica, all’imprenditore per la presumibile accettazione e la sottoscrizione. Le clausole che lo compongono riguardano, di regola: l’oggetto e i limiti del mandato o dell’opera intellettuale; gli obblighi dello Studio; la durata e l’esecuzione del mandato o del contratto d’opera intellettuale; le responsabilità delle parti contrattuali; il compenso (onorario) e le modalità di pagamento, nonché le eventuali spese autorizzate dall’imprenditore. Il contratto, comunque, produce effetti giuridici in capo alle parti solo dopo la sottoscrizione.

4 – Il contratto prevede, altresì, l’acquisizione di documenti necessari allo svolgimento del mandato con rappresentanza. Trattandosi di prestazione professionale finalizzata al risanamento aziendale, è previsto il «Check up» volto ad accertare lo stato di salute dell’azienda. Nell’ipotesi in cui l’imprenditore intenda accedere al credito di cui alla lettera a) del punto 1 è necessario predisporre anche il «Piano aziendale» (Business Plan) richiesto dai soggetti finanziatori e da quelli che rilasciano la garanzia prevista dalla normativa di riferimento..

5 – La pianificazionee la realizzazione di un progetto aziendale richiedono l’impegno personale del titolare dello Studio che ricopre, nell’ambito dell’azienda, la figura professionale del «Project manager». Il tipo d’intervento è riservato alle società di capitali (s. p. a. – s. a. p. a. – s. r. l. – Cooperative). Il rapporto è sempre di lavoro autonomo, a tempo determinato e senza oneri a carico dell’imprenditore diversi da quelli enunciati al punto 2.

6 – Il titolare dello Studio, accettando l’incarico di mandato con rappresentanza oppure di esecuzione d’opera intellettuale, si rende disponibile verso l’imprenditore anche nel caso fosse necessario programmare delle visite presso l’azienda avente sede nelle regioni Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, Molise, Toscana, Umbria. La spesa a carico dell’imprenditore riguarda il viaggio e il vitto, senza altre indennità. Per le sedi in altre regioni (isole escluse), oltre alla suddetta spesa e all’alloggio in albergo, l’imprenditore deve farsi carico di retribuire il professionista in base alle ore trascorse in azienda.

7 – Alla predetta disponibilità si accompagna – in forza del Codice deontologico della categoria professionale cui il titolare dello Studio appartiene (legge n. 4 del 2013) - la massima trasparenza, la totale fiducia e lealtà che devono, ovviamente, essere reciproche. Per gli altri professionisti, di cui si avvale lo Studio, valgono le norme racchiuse nei rispettivi Codici deontologici.

8 – Lo Studio si obbliga di non fornire le medesime prestazioni professionali alle aziende concorrenti, pena la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni patiti dall’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico professionale. L’esclusiva della prestazione professionale vale nell’ambito della Regione in cui ha sede l’azienda parte dei contrato.

9 – Lo Studio può – dietro richiesta dell’imprenditore – rinunciare all’acconto sull’onorario. Può concedere dilazioni pagamento, dietro eventuale garanzia da stabilire di volta in volta.

10 – Consapevole del disaggio in cui versa l’imprenditoria italiana – diretta conseguenza della ben nota crisi dell’economia mondiale verificatasi nell’ultimo decennio - e la necessità di una sempre più vasta cooperazione fra più soggetti, questo Studio promuove gli investimenti mediante la ricerca di finanziamenti alle migliori condizioni e sempre compatibili con i programmi aziendali. Il primo contatto con lo Studio avviene scrivendo a info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it

 

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Per l'informativa sul trattamento dei dati personali di cui al Regolamento (UE) 2016/679 del 27 aprile 2016, vedi la pagina «Protezione dei dati personali».

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         DECRETO LIQUIDITA'

Il decreto legge, varato il 6 aprile, prevede l'adozione di misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese. L'accesso al credito fino a € 25.000,00 è garantito dallo Stato (attraverso la SACE Simest del gruppo Cassa Depositi e Prestiti ) al 100% delle somme erogate dalle banche alle PMI la cui attività sia stata danneggiata dall'emergenza da Covid-19. Il rimborso del capitale è previsto non prima di 18/24 mesi e una durata minima da due a sei anni.

La garanzia nella misura di cui sopra è, inoltre, prevista per le PMI che abbiano conseguito ricavi fino a € 800.000,00 con un limite massimo del 15% dei ricavi. In questo caso però si è soggetti alla valutazione del credito.

Infine, mediante l'intervento di un Cofidi, la garanzia stessa viene concessa a tutte le imprese che abbiano conseguiti, negli ultimi due anni, ricavi non superiori a 3,2 milioni di euro per prestiti d’importo non superiore al 25% dei propri ricavi e quindi al massimo fino a 800.000 euro.

Oltre gli 800,000,00 euro di ricavi, e con un tetto massimo di € 5.000.000,00, resta la valutazione del credito, e la garanzia concessa scende al 90%.

A supporto delle PMI, in tutte le attività per le quali è richiesta la consulenza ed assistenza di professionisti esperti nel campo della gestione aziendale e, segnatamente, nel reperimento delle risorse finanziarie necessarie a proseguire nella produzione di beni o servizi con la massima serentà, questo Studio mette a loro disposizione tutta la sua organizzazione. Rinunceremo al nostro onorario sino a quando non sarà accettata da parte della banca la richiesta dell'imprenditore di accesso al credito e conseguito i primi risultati positivi.

Le richieste di collaborazione esterna devono pervenire allo Studio prima possibile, per consentirci di organizzare al meglio gli interventi.

Scrivere a info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it oppure riempire e inviare il sottostante FormForniremo tempestivamente ogni ulteriore informazione.

 


 

 

 

 

 

 


[1] -  Ricordiamo i due concetti fondamentali della produzione di beni o servizi: l’imput, che attiva, appunto, la produzione; l’autput  che indica il risultato dell’impresa, ossia i prodotti, e che ha un impatto sull’ambiente in cui l’impresa opera.

2 - Si dice «quota di mercato» quella che l’impresa conquista con i propri prodotti. Si calcola la fetta di mercato facendo il rapporto tra fatturato dell’impresa X e il fatturato totale di tutte le imprese concorrenti. Supponiamo che l’impresa X possegga una maggiore quota di mercato rispetto alle imprese concorrenti; in tal caso essa è in vantaggio competitivo e quindi viene indicata come impresa leader, o follower nel caso occupi il secondo posto nella quota di mercato. In pratica si possono avere una pluralità di leader , ciò avviene quando vengono calcolate tutte le quote di mercato, se ne fa una media e si considerano leader tutte quelle imprese che posseggono la quota superiore alla media.

 

 

[3] - Normann R., definisce la Business idea come«Un sistema di coerenze che consentono all’impresa di dominare una nicchia di mercato e di sviluppare azioni concrete», paragonandola, inoltre, a «….un pezzo di macchinario complesso e ben lubrificato, dove tutte le parti si inseriscono perfettamente  l’una  nell’altra apportando il loro contributo al tutto».

 

[4] -  Deriva dal greco όλος, («totalità»).

[5] - L’elencazione  degli obiettivi contiene la produttività e l’innovazione al servizio dei beni e servizi legittimi ed utili; la realizzazione di un surplus nell’ambito di rigorosi obiettivi di economicità; la sopravvivenza dell’impresa nel tempo; la valorizzazione e la crescita dei talenti delle persone; la progressione, in ambito aziendale, per meriti e non per altri fattori; il farsi carico, entro determinati limiti, dei problemi generali dello sviluppo della comunità.

[6] - Per un atteggiamento critico si rinvia al saggio del Cavalieri cit. in Bibliografia.

[7] - Reputava, l’economista scozzese, che il problema dell’etica non fosse una condizione esclusiva dell’impresa, ma che dovesse riguardare tutta la collettività, quindi anche gli «uomini business».

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