Studio Professionale operativo dal 2006

Titolare dott. Pietro Fulciniti

Consulente aziendale - Esperto e responsabile di progetti aziendali (legge 14 gennaio 2013, n. 4)

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Professionisti esterni che collaborano con lo Studio:

- Avvocati (amministrativisti, civilisti, giuslavoristi, societaristi, tributaristi).

- Dottori commercialisti e Revisori contabili.

- Consulenti del lavoro

 

Ad maiora!

Settembre dell'anno in corso è il mese appena iniziato ma già si presenta denso di auspici legati:

a) alla piena ripresa dell'attività produttiva, senza gli affanni imposti dal lockdown;

b) alla crescita, dunque, delle imprese disposte ad investire facendo leva sulle risorse finanziare già stanziate dall'Unione europea;

c) infine, al progressivo sviluppo dell'economia del Paese. Le condizioni, affinchè si verifichi tutto ciò, non mancano; sono necessari però buon senso e lungimiranza da parte degli imprenditori.

Lo Studio – in presenza di tali circostanze favorevoli – invita gli imprenditori ad esplicitare eventuali problemi aziendali impeditivi di regolare espansione della produzione di beni o servizi. Noi professionisti saremo lieti di prestare assistenza finalizzata alla loro fattiva soluzione.

Il titolare dello Studio, in particolare, è disponibile - sino a tutto il mese di ottobre 2020 - ad approcciarsi con gli imprenditori, seriamante interessati a ricevere utili consigli gratuiti, telefonando, esclusivamente il mercoledì, al numero 3403722482 (ore 10,00-12,00).

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UN'OCCASIONE DA NON PERDERE

 

Oltre 200 miliardi di euro saranno destinati dall'Unione europea all'Italia. Nei mezzi di comunicazione di massa si legge che la suddetta cifra corrisponde al doppio dei dollari stanziati nel 1947 dal Piano Marshall a favore de nostro Paese. Allora, l'economia, uscita devastata dalla guerra, trovò nelle risorse americane un aiuto per risollevarsi e dare alle generazioni un presente e un futuro migliore; anche adesso, il peso della pandemia potrà trovare nelle risorse europee la linfa per alleviarne la sofferenza.

La domanda da porsi è però la seguente: l'ingente massa di risorse quali vantaggi può apportare all'imprenditoria italiana? Esaminiamone i dettagli, premettendo che gli investimenti pubblici – l'Italia, per l'utilizzo del Recovery Fund, invierà a Bruxelles 557 progetti che toccano varie aree – si riverberano positivamente su imprese e famiglie. In particolare, le misure riguardano la detassazione degli aumenti contrattuali, spingendone i rinnovi a favore di 14 milioni di lavoratori; il taglio delle tasse sul lavoro, che dovrebbe incentivare gli investimenti privati; lo sviluppo della siderurgia, con tutto l'indotto che esso comporta. Tutto ciò comporta una spinta verso i consumi, forieri di una maggiore produzione di beni e servizi. Il Recovery Fund dovrebbe, pertanto, essere funzionale alla pianificazione industriale, al rilancio dell PMI ammodernandone i sistemi produttivi, e segnatamente la loro digitalizzazione. Per le aziende che operano nel Made italy stimolare l'internazionalizzazione dei prodotti e, contemporaneamente, ridurre le spese improduttive. Infine le prefate risorse dovrebbero stimolare la nascita di nuove imprese, soprattutto giovanili e femminili.

L'appello che rivolgiamo alle PMI, che, nella loro organizzazione interna del lavoro non hanno – a causa dei costi non sempre sostenibili – delle professionalità manageriali, di avvalersi dello Studio il quale è in grado di sopperire a tale mancanza, offrendo prestazioni specialistiche a tempo determinato, commisurato alla durata necessaria per realizzare qualsiasi progetto.

Scrivere, senza alcun impegno, a

info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it

 

 

 

 

 


 

IL DECALOGO CHE DA SEMPRE CARATTERIZZA L’INCONTRO FRA L’IMPRENDITORE E I PROFESSIONISTIA DI QUESTO STUDIO

1 – Questo Studio - avvalendosi di professionisti esperti nelle discipline aziendalistiche, contabili, giuridiche ed economiche, coordinati dal suo titolare – è in grado di soddisfare ogni richiesta di consulenza, assistenza e accesso al credito riservato alle PMI, proveniente dalle aziende con sede in tutta Italia. Eroghiamo servizi professionali che offrano agli imprenditori sicurezza nel loro lavoro e soddisfazione per i risultati ottenuti dalle loro aziende. Copriamo aree strategiche per il raggiungimento di un preciso fine. In questi anni di attività lo Studio si è occupato, principalmente, di:

a) di finanziamenti riservati alle micro, piccole e medie aziende, con garanzia prestata da appositi organismi, finalizzati all’acquisto di beni e/o servizi strumentali all’impresa e alla liquidità, non esclusi i finanziamenti in leasing e a fondo perduto, questi ultimi previsti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale;

b) di delocalizzazione delle società di capitali;

c) d’internazionalizzazione dei prodotti e/ o servizi;

d) di pianificazione e realizzazione di progetti aziendali, compresa l'organizzazione o riorganizzazione degli uffici o settori  mediante informatizzazione dei vari servizi;

e) di risanamento e sviluppo dei processi produttivi delle PMI.

2 – Su piano pratico, il primo incontro dell’imprenditore con il titolare dello Studio ha il seguente svolgimento: il professionista ascolta, con la dovuta attenzione, le problematiche aziendali espostegli. Ne esamina la documentazione eventualmente consegnatagli; poi, con linguaggio separato da ogni tecnicismo ma puntuale, esprime il proprio parere riguardo alle varie questioni oggetto dell’incontro stesso, che avviene – ove possibile - nella sede di Roma dello Studio. L’onorario da corrispondere al professionista, alla fine della seduta, è di euro 100,00 (più c.p.a. 4%), per un totale di euro 104,00, per le imprese giovanili e femminili; di € 150,00 (più c.p.a. 4%), per un totale di € 156,00, per tutte le altre imprese. Nel caso di parere formulato a distanza, nulla è dovuto al professionista.

3 – Nel corso di detto incontro – o del primo contatto a distanza - l’imprenditore esplicita l’incarico che intende conferire al professionista, nell’ambito – generalmente – delle suddette materie. Lo Studio predispone il relativo «contratto di mandato con rappresentanza» (artt. 1703 ss c. c.) ovvero di «prestazione d’opera intellettuale» (artt. 2229 ss. c. c.) e lo invia, per posta elettronica, all’imprenditore per la presumibile accettazione e sottoscrizione. Le clausole che lo compongono riguardano, di regola: l’oggetto e i limiti del mandato o dell’opera intellettuale; gli obblighi dello Studio; la durata e l’esecuzione del mandato o del contratto d’opera intellettuale; le responsabilità delle parti contrattuali; il compenso (onorario) e le modalità di pagamento, nonché le eventuali spese autorizzate dall’imprenditore. Il contratto, comunque, produce effetti giuridici in capo alle parti solo dopo la sottoscrizione.

4 – Il contratto prevede, altresì, l’acquisizione di documenti necessari allo svolgimento del mandato con rappresentanza. Trattandosi di prestazione professionale finalizzata al risanamento aziendale, è previsto il «Check up» volto ad accertare lo stato di salute dell’azienda. Nell’ipotesi in cui l’imprenditore intenda accedere al credito di cui alla lettera a) del punto 1 è necessario, inoltre, predisporre il «Piano aziendale» (Business Plan) richiesto dai soggetti finanziatori e da quelli che rilasciano la garanzia prevista dalla normativa di riferimento. L'onorario minimo per il Check up e il Business Plan è di € 500,00 (più c.p.a. 4%), quello massimo di € 1500,00 (più c.p.a. 4%); l'onorario, nel caso di concessione deol finanziamento riservato alle PMI, è parametrato da un minimo dell'1% a un massimo del 5%.

5 – La pianificazionee la realizzazione di un progetto aziendale richiedono l’impegno personale del titolare dello Studio che ricopre, nell’ambito dell’azienda, la figura professionale del «Project manager». Il tipo d’intervento è riservato alle società di capitali (s. p. a. – s. a. p. a. – s. r. l. – Cooperative). Il rapporto è sempre di lavoro autonomo, a tempo determinato e senza oneri a carico dell’imprenditore diversi da quelli enunciati ai punti 2 e 4

6 – Il titolare dello Studio, accettando l’incarico di mandato con rappresentanza oppure di esecuzione d’opera intellettuale, si rende disponibile verso l’imprenditore anche nel caso fosse necessario programmare delle visite presso l’azienda avente sede a Roma. E' a carico dell'imprenditore la spesa di trasferta.

7 – Alla predetta disponibilità si accompagna – in forza del Codice deontologico della categoria professionale cui il titolare dello Studio appartiene (legge n. 4 del 2013) - la massima trasparenza, la totale fiducia e lealtà che devono, ovviamente, essere reciproche. Per gli altri professionisti, di cui si avvale lo Studio, valgono le norme racchiuse nei rispettivi Codici deontologici.

8 – Lo Studio si obbliga di non fornire le medesime prestazioni professionali alle aziende concorrenti, pena la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni patiti dall’imprenditore da cui ha ricevuto l’incarico professionale. L’esclusiva della prestazione professionale vale nell’ambito della Regione in cui ha sede l’azienda parte dei contrato.

9 – Lo Studio può – dietro richiesta dell’imprenditore – può rinunciare all’acconto sull’onorario e concedere dilazioni sul pagamento, dietro eventuale garanzia da stabilire di volta in volta.

10 – Consapevole del disaggio in cui versa l’imprenditoria italiana – diretta conseguenza della ben nota crisi dell’economia mondiale verificatasi nell’ultimo decennio e della pandemi da Covid-19 - e la necessità di una sempre più vasta cooperazione fra più soggetti, questo Studio promuove gli investimenti mediante la ricerca di finanziamenti alle migliori condizioni e sempre compatibili con i programmi aziendali. Il primo contatto con lo Studio avviene scrivendo a info@consulenteaziendaledottorepietrofulciniti.it

 

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[1] -  Ricordiamo i due concetti fondamentali della produzione di beni o servizi: l’imput, che attiva, appunto, la produzione; l’autput  che indica il risultato dell’impresa, ossia i prodotti, e che ha un impatto sull’ambiente in cui l’impresa opera.

2 - Si dice «quota di mercato» quella che l’impresa conquista con i propri prodotti. Si calcola la fetta di mercato facendo il rapporto tra fatturato dell’impresa X e il fatturato totale di tutte le imprese concorrenti. Supponiamo che l’impresa X possegga una maggiore quota di mercato rispetto alle imprese concorrenti; in tal caso essa è in vantaggio competitivo e quindi viene indicata come impresa leader, o follower nel caso occupi il secondo posto nella quota di mercato. In pratica si possono avere una pluralità di leader , ciò avviene quando vengono calcolate tutte le quote di mercato, se ne fa una media e si considerano leader tutte quelle imprese che posseggono la quota superiore alla media.

 

 

[3] - Normann R., definisce la Business idea come«Un sistema di coerenze che consentono all’impresa di dominare una nicchia di mercato e di sviluppare azioni concrete», paragonandola, inoltre, a «….un pezzo di macchinario complesso e ben lubrificato, dove tutte le parti si inseriscono perfettamente  l’una  nell’altra apportando il loro contributo al tutto».

 

[4] -  Deriva dal greco όλος, («totalità»).

[5] - L’elencazione  degli obiettivi contiene la produttività e l’innovazione al servizio dei beni e servizi legittimi ed utili; la realizzazione di un surplus nell’ambito di rigorosi obiettivi di economicità; la sopravvivenza dell’impresa nel tempo; la valorizzazione e la crescita dei talenti delle persone; la progressione, in ambito aziendale, per meriti e non per altri fattori; il farsi carico, entro determinati limiti, dei problemi generali dello sviluppo della comunità.

[6] - Per un atteggiamento critico si rinvia al saggio del Cavalieri cit. in Bibliografia.

[7] - Reputava, l’economista scozzese, che il problema dell’etica non fosse una condizione esclusiva dell’impresa, ma che dovesse riguardare tutta la collettività, quindi anche gli «uomini business».

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